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PLINIO PERILLI
Agli Angeli di Paul Klee

Angeli dubbiosi di Paul Klee,
soltanto oggi che sto male
vi ho raggiunto... Fratturato
il mio braccio/ala, me ne resta
una sola, per... non volare!;
uno solo, per poetare pugnace...
Pensandolo sorvolo tutto il mondo,
nudo amo l'Arte che regna nuda.

   Ma proprio questa jattura, oggi
   mi fa pieno, ridona all'anima
   come la cicatrice d'una perdita
   che m'avvicina a ogni pena: lividi
   dorati di blu, per abbracciare chi
   più soffre più invece ne guarisce.

Il cielo duole e resta dentro: respiro
e sogno schiacciato. Incrinate, tre
costole chiamano la Donna. Il corpo
invoca una nuova genesi! Di notte
forse anche Dio viene a farmi visita.

   Bussa, gioca con punture di spilli
   qui sul cuore... E chiede all'Uomo,
   fraternamente, di custodire l'Angelo:
   "Il callo osseo, ti farà da ala! Svolerai
   macigni, ma il sorriso fiorirà piuma"...

 (Roma, referto RX, 7/8/2019, Azienda Ospedaliera S. Camillo: Frattura della testa omerale sn pluriframmentaria estesa al trochite omerale. Sospetta infrazione arco anteriore VII costa sn.dr.)

   Gli "Angeli" sono sempre stati uno dei soggetti più intensi e partecipi di Paul Klee, dipinti o disegnati per molti anni. Curioso poi il rapporto ondivago con gli uomini, maldestri entrambi a metà, sia col divino che con l'umano... "L'uomo è per metà prigioniero e per metà alato; ognuna delle due parti accorgendosi dell'altra prende coscienza della propria tragica incompiutezza" – dirà Klee in una delle sue lezioni presso il Bauhaus. Nelle ultime opere, rileva Federica Pirani, "accanto all'Angelo guardiano e all'Angelus militans che appartengono alla schiera delle creature celesti,
compare un Angelo dubbioso, un Angelo in crisi (del 1939)"... Klee, scrive Cacciari in L'angelo necessario (Adelphi, Milano, 1986), "moltiplica i nomi dell'angelo, ne coglie l'intrico con demoni e anime, ne comprende il dramma con disperata ironia"...           


ALFREDO ALIANI 
Liberaci 

Liberaci dall'odio e dal male 
dal peccato e dal dolore 
Liberaci per sempre dal freddo dei giorni 
e dal sangue dei vinti 
Liberaci dall'incoscienza del genio 
dalla voce dei tanti 
Liberaci per sempre dalla follia al potere 
e dal potere della follia 
Liberaci e lasciaci senza respiro 
per essere liberi 
ancora 
      


NADIA ALMENTI
****

MUOVI LE PAROLE DEL MONDO 
         


LUCIANNA ARGENTINO
Roma

Cerca le fughe, le scomparse che ci portiamo dentro, la realtà essenziale per cui esercita una diuturna professione di fede che in questa fine di gennaio sente arrivare persino dalle tapparelle sporche di polvere e smog del palazzo di fronte; dal cielo senza gloria, sorretto dai cornicioni, punzecchiato dalle antenne; dal tradimento dei gabbiani convertiti alle discariche, passati dalle scogliere ai lampioni. La sente prorompere dalle voci del mercato, dall’arancio degli agrumi a mucchi sui banchi, dai fuochi accesi nelle mattine gelide, dalla merce a pochi euro degli ambulanti. Pensa ai paesaggi di Ritsos e qualcosa in
lei cade nel vuoto di una nostalgia senza volto. Eppure intorno c’è Roma, la sua bellezza alata, di stratificato stupore che vibra sotto i piedi, nei lobi occipitali; Roma accogliente, Roma pascolo inesauribile. E la luce – la luce! – che sgorga dalle pietre, s’adagia sui pini marittimi e le cupole, sulle tombe e le piazze, scivola lungo i cipressi e le colonne, canta, fatta acqua, nelle fontane. Nutre il Pater Tiberinus incanutito nel tenere uniti spazio e tempo. Il fiume che scava il vuoto ai ponti.


FEDERICO ARTONI
Zeppelin

La smania del volo 
L'invasione del cielo 
ll sogno di Leo 
nella vertigine umana. 
La ricerca di altro 
L'innesto con Dio 
ll vuoto del mondo 
nella prova di vita. 
In alto 
ancora 
di più 
nella conquista di un sogno. 
         

 
NERINA ARUGALLI
**** 

Fermo 
Ascolta 
Lo senti? 
Se non lo senti 
è inutile spiegartelo 
         

GUSTAVO FRANCESCO BARBANTINI
Passirio

Schiuma di sole
scorre in trasparenza
nel languido ruscello,
rive di sguardi,
apnee di morbida pietra
nell’amore di raggiungere il fiume.

 
ALFONSO BEGRI 
Alla luce 
Disegno la vita 
giocando le ore 
correndo iracondo 
verso una nuova versione 
ma finisco concreto 
a contare le ore 
di una nuova missione 
che conduce alla luce 
         


ITALO BENEDETTI
Giungla

O vita di giungla! I giorni sono liane
che si avvinghiano al corpo come spire
di serpenti e ti costringono a essere
quello che non sei in un mondo che è.

E più le liane divengono un vestito
anzi un manto cui pian piano ti abitui
più dentro si ribella un topo roditore
che di notte frantuma ogni corteccia.

Poi calano sogni plumbei dove
in spiagge allucinate osservi gabbiani
a lunghe arcate vomitare azzurri
mentre in basso tu cieco e più furente

ti divincoli, impotente Laocoonte,
dagli inchini, dai sorrisi di sudario
che sbandieri mentre saluti e schifi
e martelli ti rombano nel cervello.

O vita! Gabbia di giorni incerti
che sembrano diversi e sono tutti uguali!
Ad ogni alba ti spogli di granelli di gioventù
mentre gli anni si induriscono in rughe.

Dalla buona cattiveria giungi
alla suprema cattiveria della bontà.
E infine scopri che t’avevano imbalsamato
per meglio incasellarti e forse

ciò che hai fatto doveva essere all’inverso
e sarebbe stato meglio diventare eremita
che accettare il bagaglio per un viaggio
dalla destinazione inesistente.


ANNA DUSKA BISCONTI
Poema per una città

In tremila anni,
I tuoi fasti tutti ancora qui,
li mostri senza pudore.
 Milioni e milioni di vite ti hanno vestita così come sei.
Sparpagliato il tuo corpo per le strade,
per i vicoli, le consolari, i templi rotti,
ogni singola anima che ha la ventura di passare
 stringi con mano ferma.
E lei,
 abbeverata alle fonti della tua bellezza, 
ha sudato tra le tue mura,
scambiato dolori e verniciato sogni sulle pareti della tua vecchiezza.
Ogni vita ha strappato senso al tuo fasto inarrestabile,
ha regalato desideri finiti nelle tue fogne.
Per farti così bella.
Sconcia e crudele 
dinanzi ai pianti di chi ti abita e non sa perché
ancora adesso dopo tremila anni,
non molli la presa.
Non chiedi,
prendi la vita di ognuno
che passa svelta senza accorgersi del tempo
e poi rimane intrappolata
e ogni vita esce dai sui ricordi 
e giace fra i tuoi fasti,
intrappolata nelle sue ossa,
 in fondo, sotto l’asfalto,
milioni e milioni di ossa 
e a tratti una tazza per le offerte ai vecchi Dei di cui nessuno più ricorda il nome


TARCISIO BRESTI
**** 

VIVERE VIVERE VIVERE 
COME SE FOSSE 
VITA 
         

STELLA CACCIAMANI
****

È comunque estate, comunque il tempo migliore.
So che sei lì, che attendi.
So di trovarti sull’uscio di casa al mio ritorno.
So che brami di conquistarmi, di annientare il mio cuore.
Ti combatto… e mi difendo
Non mi arrendo
Quando crederai di avermi in pugno, scoprirai di aver fallito.
Quando penserai di aver vinto, ti vedrai sconfitto.
Non mi fai paura, non temo i tuoi inganni
Sono disposta ad andare avanti anche oltre la mia stessa forza,
a vivere nel pericolo e nella disperazione, senza mai arrendermi.
Ti batterò, mi libererò della tua ombra.
Ti dimostrerò la pazienza e la tenacia che possiedo.
Riderò dei tuoi tentativi di lasciarmi al buio…
e trionferò nella luce.


ANNALISA CALIERI
Vuoto

Concetto 
Discorso 
Gesto 
Intervento 
Contenuto 
Movente 
Disegno 
Contesto 
Movimento 
Sermone 
Vuoto 
Vuoto come sei tu! 
         


ELISABETTA CALMANTI
Sapere

sapere
di essere così sola e senza rete
è una sensazione
fredda
come il ghiaccio
severa
come la maestra di prima elementare
buia
com’è il buio quando la notte è senza luna
pericolosa
proprio come te


ANTONELLA MARIA CARFORA
Il mare viola

Acqua dell’estremo Nord
profonda
densa
gelida
lucente di un sole ignoto –

lo stupore
mi assale
fascinatore
per l’oscurità silenziosa
violata dal raggio verde –

il mare lontano
si riversa incessantemente
su impietrite presenze
accarezza
prati di erica fresca
e vasti pendii desolati di sterpi –

nessuno racconta
forse Odisseo è stato qui
è qui
e mi guarda
attraverso il viola intenso
che avvolge il tempo –

ma il tempo
è passato
si è sgretolato
nella rugiada mattutina
nel bagliore del pulviscolo boreale
nel ricordo del viaggio –

onde potenti
si infrangono nell’insenatura sognata
e frammenti di foto strappate
si mischiano ad alghe mai viste –

il tumulto
del gorgo sottomarino
è un suono sordo
impercettibile agli umani –

tutto si ammanta
di silenziosa attesa
di rimpianto
e il mio respiro
si fa breve
nel mondo parallelo
che annulla
il potere delle lacrime
e scioglie il nodo
dell’eterno ritorno.
                     
                                  
MELCHIORRE CARRARA
68

Amore libero
amore e pace
nel lancio delle pietre

Attraverso il tempo
attraverso le finestre
            si combatte la Storia

Si costruisce il lampo
si illuminano le azioni
                   rinasce speranza

Navigata esplorata
sognata amata
gioconda incosciente

Nessuna scelta
per una strada così svelta
solo richiami d’allodola

Il sentimento sovrasta
la solitaria scelta
della potente casta

Tutto così rosso
nella sequenza
nella strada

Migliora il carattere
mentre la musica
invade ogni ruga

Generazioni già vecchie
in costante rinuncia
fissano il passato al futuro


CRISTIANO MARIA CARTA
Notte romana

Oramai
di notte
guardo le stelle
poi
perché il sogno
mi si racchiudi addosso …
sovente
conto anche le pecore,
aspettando che il sole,
quello caldo d’estate o
quello pallido e freddo d’inverno,
arrivi
ad iniziare un altro giorno.
Ma non sono solo
siamo solo nascosti
e non ci conosciamo
in questa nostra Roma
quasi a non disturbare
i sogni d’altri.
Così
salgono nell’oscurità
le nostre depressioni
avvolgendoci la testa
lì dove il corpo
pare inerme.
Ma sono solo le notti romane
o le notti
delle tante capitali
che stravolgono
l’umano?
Allora
s’aspetta quel nuovo giorno
quando
genti di pietra e storia
o
genti di carne
dai tanti colori … si confondono
(o ci confondono?)
nella mia Roma
oramai
illuminata dal sole.


GIAMPIERO CASSARÀ
Favole di manicomio - I

Per colpa dei loro odi
mi ferisco dentro ogni scarabocchio
per svanire da questo mondo
per metterci più cose.
Io sento i tuoi addii
in questa stanza vuota
tra i margini pieni di ombra
nel giardino dei fiori morti.
L’affanno è irremovibile
e la mia angoscia ribolle
dentro questa generazione
di pazzi.
La voce urla
tra le mille illusioni
in quest’attimo che soffoco
scrivendo nel delirio
questa mia poesia.
Attendo che il mio respiro
spalanchi queste finestre
in un percorso senza mèta
libero dal peso dell’anima.
Frugo dentro ogni esitazione
perché ho paura.
Fuori c’è l’album della mia vita
dorato da un filo di luce
che mi desnuda
e tutta la mia acrobatica
convinzione.
Ho costruito ogni ragionevole
dubbio
La mia pazzia
è un circo contornato da una platea
di sogni.
È così che preferirei vivere,
come i vagoni di un treno che mette in fila
ogni secondo.
Ma la felicità qua dentro
è un capostazione inflessibile
e passa senza farti un fischio.
Le ore sembrano appuntamenti.
Ma la stanza è sempre più vuota.


CARLO ALBERTO CECCONI
Pensiero insonne

Pensiero insonne
In una notte come tante
Senza sonno e senza sogni
Come sempre il mio pensiero sei tu

Le tue fragilità così simili alle mie
Le emozioni, sempre forti, che non riesci a sfogare
I sentimenti così veri, che vuoi far tacere.

Ogni volta che mi guardo intorno
Tutto mi parla di te
Come se non ci fosse altro.

Le tue debolezze, i miei traumi
Le tue paure, i miei errori
I tuoi freni, i miei sforzi

E se potessi far specchiare
le tue insicurezze nei miei occhi
capiresti che ogni tuo dubbio è una bugia…
 
 
ENZA CIGLIANO
Ho udito sempre la tua voce
A F.

Ho udito sempre la tua voce,
sommessa e presente.
L'ho udita tra le pieghe del Tempo,
nei lunghi inverni del Dolore,
nelle brevi estati della Gioia.
A volte erano solo sussurri,
sovrastati dal vorticoso rumore della Vita
oppure soffocati dalle proteste di una Storia dimenticata.
L'ho udita nelle parole scolpite nella Carne viva 
nell'illusione di un'eterna Primavera 
nell'odore della terra bagnata e nel brulicare di un bosco operoso.
L'ho udita nel grido di una lacerante Solitudine
e nel silenzio assordante di un Cuore senza parole.
Si dispiega il Tempo,
sgranando i suoi giorni e distillando le sue ore
ed io sempre ascolto questa voce
forte ed infinita
generata dal misterioso Coraggio della Vita oltre la Vita.


SUSI CIOLELLA
Isabella, una mattina infranta di tempesta
(Isabella Viola morta di fatica in una mattina di dicembre del 2012 nella stazione Termini di Roma)

Isabella

Morire nel ventre della metropolitana di Roma
Morire di fatica 
Con il cuore in gola 
Che ancora non fa giorno

Ignari nel letto grande

Quattro bimbi dormono come angeli innocenti

Mentre tu

Assorta, pallida, dolente 
Nella luce mortale che ti avvolge 
Stai seduta su una panchina tra sguardi indifferenti della gente

Il dolore ti insegue senza tregua 

Il tremore insiste
La paura ti attanaglia la gola 

Pensi ai tuoi figli

Ai tuoi gioielli da amare

Il cuore lacerato

cerchi la forza nell'amore di donna, di madre

Chi racconterà la feroce verità ai tuoi figli? 

Mentre tu gli racconti le fiabe

Sei stanca, stanca di vivere

ma non puoi morire

Non per te, ma per loro

Angeli ignari, rimasti soli in un letto ora ancora più grande

Ti adagi a terra

Il tuo volto di Madonna

Eroina senza tempo

La tua morte Isabella 

Arriva in una mattina infranta di tempesta


IUNIO MARCELLO CLEMENTI
Il valore del presente

Il valore del presente conta, nascondersi
dietro le quinte della parola non lo rende sacro.

Quante penne consumate, quante storie
scritte o solo immaginate. Rallegrati!

Ecce Ancìlla Dòmini. Et Verbum caro factum est.

Non importa il tempo, essere altrove
o vecchi. La parola fu concepita e anche la risposta.

Celebra il mistero la luce che fugge donando
bellezza. Paesaggi vivi. Egli era nel mondo.

Memento, homo, quia pulvis es.
La luce non splende nelle tenebre.
Memento, homo, quia pulvis es.

 
ESPOSITO COLIVERI
**** 

Ti ho trovato 
nel sole di una giornata Marina 
Ti ho baciato 
nel buio di una nottata romana 
torrida e assoluta 
Ti ho perso 
nel gorgo di strade perverse 
Ti ritrovo 
nel magma di queste parole malate 
d'amore per te 


 
LAURA COLOMBO
Il campo

E amo la terra, la vite, gli ulivi.
Questi alberi che cercano il cielo.
Il rumore e il colore del fuoco.
E l'erba dove cammino e che tu hai
già calpestato.


GIORGIA CONDI
Vittime

Vittime segnate 
Vittime amate 
Vittime destinate 
Vittime assolute 
in attesa di giustizia 
         


ROSSANA CORATELLA
Girotondo

“Li ho visti ballare insieme l’altro giorno!”

L’immigrato è nel barcone.
Ha preso il largo
Da lontano.
Ignora quello che sarà.
Viaggiare per mare
e sentire solo il rumore delle onde.
Tutto il resto…
è in balia.

Si sente il bianco che grida
Dall’altra parte.
Alza le mani al cielo.
Si avvicina.
Forse sta pregando
“Che tocchi terra?
Che caschi a fondo?”

Dalle case, sono arrivati anche i bambini.
Qualcuno si preoccupa per quella barca così piccola
Piena.
Altri lo trovano divertente.
Pensano che a volersi troppo bene, si finisce come in un mucchio
Abbracciati.

È come fare un girotondo.
Casca il mondo
E casca la terra;
Mano nella mano
 E tutti giù per terra!
(…“Che tocchi terra?”...)


ROBERTO CORSO
Periferia

Odore di pini
distesa di verde
consumate antiche mura romane
fanno da cornice.
Colorate baracche,
musica il treno che passa veloce.
Periferia
Dove ognuno stringe forte tra le mani
struggente la vita

 
EUGENIO DAL MASTRI  
Vuote parole

Altra notizia nel giornale 
Altre parole sulla morte 
Altre sentenze 
giudizi 
maldicenze. 
Altra violenza senza notizia 
Altre parole sulla morte 
Altre truffe 
bugie 
intransigenze. 
Altro di tutto 
Altro di niente 
solo vuote parole 
di tanta gente 
         

ARDUINO DAMIETO
Non riesco

Non riesco
a non pensare
che viviamo nello stesso spazio
abitiamo lo stesso cielo
respiriamo il nostro respiro
in questo strano
destino assegnato a ciascuno
contemporaneamente insieme
ma distanti.

E nel disordine quotidiano
che ci tortura perennemente
io non sono nient’altro che io
alla ricerca di me
che è meno di niente
un nulla cosmico
insensato e assoluto
senza di te.


FRANCESCO DEL FERRO
Er caffè

Chi lo vo’ lungo e chi lo vole corto.
Chi è borioso e un poco avaro
la tazza tie’ cor mignoletto sporto.
Chi lo vo’ dorce e chi lo vole amaro,

co l’aspartame o er zucchero de canna,
macchiato cor latte o co la corezione,
in vetro, nero o co la bianca panna,
sopra faccine pe decorazione.

Pò esse tanto callo che pò scottacce
er labbro, o pure freddo, così ghiaccio
da facce diventà la lingua ghiaccia.
Gentile n’omo che vole n’abbraccio,

se lo prepara, e, alla donna amata,
lo porta a letto appena se svejata.
C’è pure chi la vo’ decaffeinata
‘sta bevanda già da tutti consacrata.

Si voi esse gentile co n’amico,
basta solo che je dici: “vie’ co me”.
Nun c’è bisogno er resto che t’o dico,
ar bar più vicino j’offri un ber caffè.

Ciascuno lo pò beve quanno vole,
ma mejo è dopo er pranzo c’hai gustato
er momento più giusto e piacevole,
pe sentitte soddisfatto e appagato.        


CHANTAL DERAIN
**** 

Mots d'amour comme mots de la vie 
         


ROSARIA DI DONATO
Vedi che vedi non vedi

laggiù il canto ha il dolce sapore di un tempo
e non si avverte quell’afono vuoto d’essere
che incombe d’intorno crepe e dirupi invadendo
di sé ma non l’anima che preme d’amore
di grazia rinata rifulgente al mattino e dimora
diviene del nuovo e tempio d’inviolato futuro   

vedi che vedi non vedi

è dio che ti ha preso per mano ti ha portato
in un paese lucente dove non costa il perdono
è fatto di alberi e terra e mille leprotti affannati
saltellano intorno le orecchie appuntite drizzando
prestando attenzione e giocando a sentire l’odore
del mondo profumo di semi calore di corpi vicini

vedi che vedi non vedi

è sull’orlo di un baratro che l’uomo cammina
eppur danzando riesce a star fuori dal branco
abbraccia i vicini e acclama alla vita che grida
con stormo di uccelli festosi che lesto si posa
di spazio vitale in cerca di riparo e di feconda
radura in cui nuovi nidi porre a dimora

vedi che vedi non vedi


STEFANIA DI LINO
[come si vive aspettando qualcosa]

come si vive aspettando qualcosa /che arrivi a staccare le coste allo sterno? /ora sorge il sole sulle rovine di una notte crollata,
tu pensavi bastasse /un punto geometrico da disegnare /o un’equazione algebrica da imparare /mentre per me dello scrivere c’era l’ora tarda / il disperare,

nuda mi lascia e oscura vivo / in una pelle sanguigna / che non ripara l’affronto /si dilatano i pori al sole e nella penombra /della presenza accanto /s’incistano vermigli i codici /di un antico comando,
 io sono il sale del mio mare /io l’onda del mio naufragio /

[ma a volte c’è un giallo di luce come lama a ferire],

è sempre così la curiosità! /chiedere come te la cavi /se è sufficiente la tua conformità /la prestazione al pensiero astratto /il dimostrare in atto e in virtualità /quanto sei degno per quel che non ricevi
però sono i lombi a partorire /le vertebre a guaire nello scatto /è l’apparire improvviso di una muffa /l’attraversare rapido di un ratto
e i dirupi delle strade _i fondi _ i tonfi /un albero caduto
la punta aguzza di un vetro
[ingenua la morte ignora che prima lento /c’è il frantumarsi del credo],


SIMONA FABBRIZIO
L’amore ai tempi della prima nevicata nel Sahara

Vi ho visti cogliere le more stamattina in giardino
Vi vedo curare le vostre piante, riempire la piscina di acqua in terrazza
Vi osservo fare progetti, scambiarvi i sogni
Non vi stancate mai di parlare e celiare
Avete viaggi da fare e mete da raggiungere.
Vi ho visti preoccuparvi e ingegnarvi per trovare soluzioni
Chiudere un occhio ogni tanto ma mai litigare davvero.
Se non vi sentite per qualche ora vi chiamate,
se non vi vedete un intero giorno vi mancate.
Voi due siete un esempio di amore semplice e sincero.
Siete passione, condivisione, partecipazione
Sapete cos’è il sacrificio e ne avete fatto un dono.
Siete consapevolezza, premura e voglia di vivere.
Se questo è il segreto dell’amore che dura nel tempo
Coglierò more ogni mattino e chiuderò entrambi gli occhi
Pur di essere per qualcuno quel che io vedo in voi.


LAURA VDB FACCHINI
Piccole ragnatele

piccole ragnatele
tesse l'aracne del tempo sulla mia pelle
e dentro la mia carne

piccole ragnatele
tesse l'aracne del tempo nel mio cervello
nei miei occhi

piccole ragnatele
tesse l'aracne del tempo come Penelope disfa
la materia del mio corpo



ANDREA FELICE 
Melodia dell’anima 

È sempre lo stesso suono che tocca l'anima mia…
quella melodia che apre i miei ricordi alla memoria del cuore... 
solo e sempre solo, quelle note... 
note che si ripetono come un concerto d'archi, 
che mi porta come un'onda, dentro l'anima del mio ricordo...
dove posso vedere senza sentirmi più in colpa, 
là dove tutto è ormai gioia senza fine, dove ogni parola ha il volto dell'amore e della vita, 
dove il perdono ha il sapore dell'eternità e il gusto di un attimo infinito.


MARINA FIORI
Per dire

Tutto è già stato detto. Tutto. Detto e contraddetto.
Eppure cerchiamo fonemi, morfemi, lessemi: per dire,
per dire ancora il già detto,
vestito di nuovo, sotto il solito tetto.
Moltiplichiamo, geminiamo, inchiasmiamo ancora
i suoni con cui diciamo, ritmiamo, il già detto

e mentre il sipario avvicina, lento, i suoi lembi di sangue: tu canti.

Una cornacchia gracchia e ritma di pause
i suoi graffi al silenzio albino.
Tossisce e biascica vocali - ali allungate- in iati.
Nuovo messaggio: shangai di sushi asciutto,
brivido scordato, levigato dal tempo e riaccordato.
Ascolta il corvo: nero il grido lugubre del rinnovato assiuolo.

Dal suolo emana nuovo verde.
Vertebrate parole: dite! Non morite, vittime del chat chat delle cornacchie SMuSsate.
Palesate ancora, parole, il gusto del pane.
Mollica e interpunzione non silenzino la ragione.
Metrica aedo cantò, perché l’ira no, non colpisse,
penta metrò arrivò, thàlassa poi lo ingoiò. 


ANDREA GELMETTI 
Ti ritrovo

Sulla strada ti ho perso 
Distrutta dall'uomo 
In uno schianto improvviso 
Che non dimentica il tempo 
Il corpo stracciato 
              trafitto 
              violato 
Sulla strada ti ho perso 
Nelle parole ti ritrovo 
Parole consunte o sbagliate 
Eppur sempre parole 
Parole di vita 
            d'amore 
            di rabbia 
Ma sempre parole 
E lì ti ritrovo 
Continuando la vita 
         


DIANA GINERI
**** 

PAROLE DI FUOCO PER TE 
         


IRINA HIGHSMITH 
**** 

In the shadow of love's word 
         


ANTONIA ILLEDERE
**** 

Nel dolore dei giorni 
Rivince il ricordo 
Nei sogni traditi 
Rinneghi la vita 
Quando il tempo non cura 
Il risarcimento è nel sangue 
Troppi atti malefici 
Troppe insidie di genere 
E l'attesa della luce 
Riporta alla meta 
         


RAFFAELLA LANZETTA
Tacchi nei bagliori

Tac… tac…
nel buio i tacchi si inseguono alla ricerca di speranze nascoste.
Le ombre nascondono i dolori della luce dell'alba.
Luci riflesse sul Tevere falsano realtà nascoste da menti molli,
perse nelle acque melmose di vizi scoperti alla complicità del silenzio,
le anime si aprono alla sinuosa musica di un giovane straniero.
Guarda.
I tacchi si seguono frettolosi,
la carne è in tensione.
Mistico il bagliore sul suo pallore,
mistico il sospiro per un bacio negato
nelle ombre della notte.


IDA LANZI
Terra

Terra violata 
Terra rubata 
Terra assoluta 
Terra crepata 
Terra di vita 
Terra avvelenata 
Terra incitata 
Terra dissodata 
Terra derisa 
Terra calpestata 
É la nostra terra 
         

MARIA TERESA LAUDENZI
Vetro

È come da un vetro
che guardo a volte
la vita.

Lei se ne sta là
al caldo
io fuori al freddo
che guardo.

A volte lei è
coppie
famiglie
amici.
Sorseggiano
caffè

limonate.
Tra loro
si sorridono
si guardano
si azzuffano.

La vita
tante vite.
Insieme.

Io fuori
sola
mi chiudo i bottoni
mi stringo la sciarpa
infilo i guanti
e vado via.

C’è tanta strada
da fare


HEINZE LENTLY  
Hong Kong 08/19 

Parole negate 
nel sangue dei giovani 
Parole artefatte 
violate 
diffamate 
deviate 
Ma la lotta continua 
come ora 
come da ora 
         

 
GIOVANNI LERGENTI
**** 


una voce mi scuote dal sonno 
calda e radente 
tenace e possente. 
É la voce del dio 
che gestisce le cose 
quintessenza di un gesto perso nel tempo. 
Ma 
la voce mi salva dal niente 
perverso e saccente 
timoroso e dolente. 
É la voce dell'uomo 
che subisce la vita 
putrida summa di mansioni reali. 
         

 
FRANCESCA GIUSEPPA LO BUE
Istante

C’è un luogo dove non vi sia il sosia della pena,
senza aneliti di fragranze già appassite?
Ti vedo fra le brume del tempo
e guardandoti mi guardo.
Scivoli nel muro rovente del meriggio
e con la tua anima sfuggi e aspetti.
Stai vicino ad un presente d’oblio
mentre l’universo è cieco
e i camosci bramano le vie della foresta.
Mi imprigioni con la cima dei monti
e il lumeggiare calante dei fiori.
Si può avere ancora la Patria, la salute, la vita,
l’attimo che trascende l’abbandono.
Le parole strisciano nel silenzio
quando la vita volteggia come nube nel cielo.


CAROLINA LOMBARDI
Paradosso

Se guardi il rosso
vedi un alone verde,
se il sole t’illumina
appare la tua ombra.

Se rifuggi l’ombra
ne vieni assorbito,
se perdi te stesso
ti ritrovi.

Se vuoi capire
navighi nel mistero,
se accetti il mistero
comprendi la vita.

Se gioisci della luce
ti prepari alla notte,
se riposi nella notte
generi energia per il risveglio.

Se il seme si scioglie nel buio
sboccerà in fiore,
se la pietanza è troppo dolce
diventa stucchevole.

Se contempli il puro spirito
alimenti il desiderio
e se oggi mi tormento
non ho colto il paradosso.


BARBARA LURELLI
**** 

Valori infiniti 
contratti dall'uomo 
nella stagione umana 
dell'ultimo giorno 
ma tu 
cieco e furente 
solo ora ti accorgi 
del niente che hai dentro 
e l'odio diventa la tua ultima meta 
         

 
ILARIA MANNELLI  
Dune

Dune senza nome 
fra nuvole infinite. 
Cerco tempo anche qui 
in questo oceano senza tempo. 
Nella malattia di un ricordo. 
Nel ricordo di giorni 
persi nelle parole di vita. 
Nel percorso di stati 
e di animi perennemente consunti. 
 
 
NINA MAROCCOLO
Je suis toi

Eppure voi non vi sapete
vivi. Invece vivi io
vi sorprendo. Esistete
da un tempo più grande
del mio e di me, poca cosa
di quest’altri tempi – io che
sono la più antica degli ultimi
forse d’un soffio a narrarvi.

Non possiedo nome
eppure m’invadono tutti.

JE SUIS TOI


JAMES McARTHUR
**** 

WORD'S QUEEN 
          


GIULIO MIRATI 
****

Livori soffocati di notte 
scoperti per caso 
nella nebbia dei sensi. 
Rancori provati per niente 
nascosti negli anni 
nel calore dei giorni. 
Tu mi parli di ambrosia 
ma io ho bisogno di sangue 
di colpire con forza 
l'addome del mondo. 
Respinto da tempo 
mi gioco la vita 
aspettando l'ennesima vittima. 
         


CAMELIA MIRESCU
SMS - Short Melancholy Service
          (Servizio Brevi Malinconie)

Diletta Malinconia,
insegnami a snodare la luna
sul ventre dei giorni affilati
e spiegami, tu che sai,
l’avido sentiero della pioggia
prima di conoscere le nuvole.

Raccontami la resa del Sé,
svelami l’altrove,
l’innevato ritardo,
il Silenzio che inebria i tigli.

Portami dove le distanze sono vinte,
dimenticami,
liberami quando il cielo
ha le lacrime riflesse nelle acque,
e dona al mio sguardo
la vita della tua odierna assenza.


GIOVANNI MOLA
Gli amici di ieri

Non voglio vivere la vita
A poco prezzo,
In un mercato sporco
Di periferia.

Un tanto al chilo,
Per la gioia di coloro
Che vedendoti,
Voltano la testa.

Sguardo basso,
Senza emozione alcuna,
Il cuore pesante
Come piombo fuso.

Occhi annebbiati dall’indifferenza,
Sensi scollegati
Da ogni minima percezione
Dell’altrui dolore.

Non ho nulla da dare
A questa gente,
Né pretendo alcunché
Per la mia coscienza,

Per una vita
Su cui ho puntato tutto,
Che non rinnego
E nella quale credo;

Che non ha prezzo,
Che non ha misura,
Che è quello che è
E che così mi piace


ALESSANDRA MONTI
Giovani per sempre

Il tempo,
rapace,
volò, volteggiò
e poi si tuffò,
serpeggiando
tra persone festanti,
roteando i suoi artigli, lambendo folti capelli ribelli.
Il tempo,
rapace,
si tuffò, passò silenzioso, soffiò il suo alito tagliente tra parole ridenti
e taciti brindisi,
tra sguardi complici
e solenni promesse.
Il tempo,
rapace,
si fermò, si voltò,
scattò una fotografia
e l'imbiancò d'argento. Infine si arrese alle note di una melodia antica
che si ripeteva da sempre.
Fu così che il tempo li lasciò lì,
giovani per sempre. Rapace, di scatto, chiuse la porta
e rabbioso, in silenzio,
voltò le spalle.
Si chiuse nel suo freddo mantello. E se ne andò.


GIOVANNA NARDI  
Senza

Ti aspetterò sulla costa 
in riva al mare 
dove ti piaceva stare 
Ti penserò nei miei giorni 
inutili e stanchi 
e senza amore 
Ti parlerò degli inganni 
del tempo infinito 
e assassino 
Ti guarderò in un selfie 
d'altri tempi 
dai nostri tempi 
Senza te con me 
Senza noi 
         


TONY NICASTRI  
AMNESIA 

Assoluto e assopito 
nel tepore del giorno 
navigo a vista recuperando una meta. 
Stordito e tarato 
dai divieti del mondo 
sorrido fallace all'infinito del tempo. 
É tardi per capire il contesto 
e il ricordo non aiuta e non ricorda. 
Mai più! 
      


MARCO PARENTI
Sempre

Sarai sempre con me 
lungo giorni mostruosi. 
Con me 
nel rigore dei suoni. 
Con me 
nel frastuono dei sensi 
nella ricerca di senso 
nel senso di un nome. 
Il tuo 
nel mio. 
Per sempre 
SEMPRE. 
         

GILDA PARESI 
**** 

Chi sono senza te? 
Sono infinito... 


GIOIA PARINI 
Vivere

Vivere fra le lacune del mondo 
processando ogni giorno il fato mendace. 
Vivere nel cambiamento dei tempi 
rischiando ogni giorno di perdere lesto. 
Senza orgoglio né passione 
fino alla fine del sole 
fino alla morte temuta. 
Fino a me.


MARIA ANTONIETTA PIMPERI 
****

AVEVO LE PAROLE DELL'AMORE. 

IERI! 
         

LUCIANA RAGGI
Ogni variazione vale

Ogni variazione vale
inclusa questa
di questa scarna parola
da assaporare
inclusa questa inaspettata
dal sapore imperfetto.

Un bicchiere più vuoto
una ruga più profonda
una stella più lontana.

Ogni variazione vale
inclusa questa dell’ultima ora
trasformazione minima
arrivata improvvisa
con la spinta della gravità
il colore del destino.


STELVIO RATTI 
Nel tuo nome

... nel tuo nome l'abbiamo fatto 
nella teoria dell'amore che ci doni 
senza pensare 
senza volerlo 
senza saperlo 
... nel tuo nome l'abbiamo fatto 
nel disprezzo della vita che ci dai 
senza ragione 
senza dolore 
senza senso
così l'abbiamo fatto 
con stupore e rassegnazione 
l'abbiamo fatto 
Nel tuo nome 
Per tua mano          


EROS SALUSTRI
Er bullo

Er bullo è n’pischello che và cercanno amore,
senza conosce a fonno er suo dolore.
Scarcia, urla, strepita e fa male,
avvorto ner suo mantello d’odio ancestrale.
Dovemio penetrà drento stò buco nero,
se volemo accenne nà luce pè mostraie er sentiero,
dè nà risalita che iè po’ ridonà la vita.

Fermamose n’attimo, guardamose n’po’ drento e n’po’ fora,
nun sembra cosi tersa st’aurora,
er dolore c’appanna er core,
e c’avemo difficortà a esprime amore,
coremo appresso ar tempo senza riusci a fermasse pè u’ momento,
arzamo presto a voce se quarcosa nun ce piace,
pure drento sta famia de cui famo parte,
e c’amio costruito noi co la nostra arte.

Er dolore che ‘mprigiona er bullo,
e l’odio che ancorato alla distruttività lo tiene,
è quarcosa che pure a noi c’appartiene,
de resto da ‘n do viene,
se non da nà famia de cui fa parte,
costruita sempre da la nostra arte.
Questo ce dovrebbe aiutà a riflette,
prima de taiaie e mani a fette.

De certo st’affermazione nù libbera er bullo da n’assunzione
de nà corpa e de nà responsabilità,
che se deve d’acchiappà, se vole comincià a cambià.                                                                
E se noi na mano ie volemo da dà
cercamo de vedè do comincia e ‘n do finisce a nostra de responsabilità,
se nò che luce ie volemo appiccià!?

EGLE SANNELLI  
Idoli 

Idoli 
Eterni 
Raccontano 
Storie 
Senza ritorno 
Senza futuro 
        

 
MARIA GRAZIA SAVINO
Poesia

Le parole nascono dentro
E si rintanano in un cantuccio recondito
Il più buio, il più profondo, il più caldo.
Le parole si nutrono di emozioni,
di sensazioni, di ricordi e
pian piano crescono, prendono forma e
all'improvviso all'alba di un livido mattino
o all'imbrunire di un giorno lento e piovoso
o in un pomeriggio inondato di luce calda d'estate
ti scoppiano nel cuore e
irrompono con fragore nella mente
come lampi nel cielo in tempesta.
Le parole sono lievi come un respiro,
le parole sono pesanti come macigni,
le parole sono taglienti come l'acciaio.
Le parole si nutrono della tua essenza e
Quando si rappresentano in tutta la loro bellezza
Ecco che diventano poesia. 

 
ROSSELLA SELLER
Lucciole

Forse la vita
è un prato estivo
di sera punteggiato
da lucciole.
Minuscole e numerose
illuminano l’intimo e le tenebre.
Anche gli uomini stanno così
a lucciola,
seminati sul prato terrestre
vivono nel buio dell’incertezza
e accendono minuti lampi
di speranza nel piccolo angolo
della loro esistenza.
Nella tua luce mi consolerà
l’amore vivo oltre la barriera
degli anni.
L’abbandono nel mare
del tempo è un breve scorcio
del presente.
Dalla complicata realtà
a me tornerai ancora
a me tornerai negli uomini
come promessa di verità.



ANTONIO SEMPRONI
Cose sul filo dei pensieri

Quante cose in sospeso sul filo dei miei pensieri
Che a intervalli tornano senza nulla da significare
Come le strisce sul fondo del telegiornale di ieri
Che l'occhio prudente scruta e lascia passare
Davanti allo spettatore del telegiornale serale
Che fiacco pigro e torpido non cambia canale 

Quante cose impigliate sul filo dei miei pensieri 
Come auto serrate in file imbrigliate nel traffico 
E appannate dallo smog in indecifrabili vetri neri 
Che aspettano il verde per togliersi dal bilico
Disotto all'impiegato affacciato alla finestra 
Cui questo singhiozzante spurgo ruba la testa


ITALIA TALAMONTI
A Giacomo Leopardi

A Recanati in alto si sale
in quella grande dimora l’emozione mi assale
Nel vedere la tua culla vorrei cullarti
Ti vedo sommerso nella grande biblioteca di tuo padre
e ancora bambino ti ritrovi con un cervello divino
Mentre sfioro la tua scrivania
ti sento ancora qui a scrivere
e a guardare nella piazzetta
mentre il tuo cuore batte
come il telaio di Silvia che tesse la sua tela
La donzelletta vien dalla campagna
la sera del dì di festa…
Grande passero solitario
nel tuo naufragar sfiori la siepe
e voli all’infinito nella spendila valle del sapere
Di tante emozioni…grazie di cuore!     

 

ANTONIETTA TIBERIA
Il rientro degli storni


Lo stormo degli storni alto e leggero volteggia nella cupola del cielo
«nel freddo tempo, a schiera larga e piena».
La forma va e torna, è quasi un’onda
è un che d’incanto.
Si sposta come un’isola volante,
scompone e ricompone gira ndole, scherzi nell’aria.
Gli acrobati del cielo volano in ritirata,
uccelli canterini e scagazzoni,
protagonisti assoluti,
arabeschi fluttuanti
e affascinanti.

Lo stormo transitante
in volo strepitoso                                        
ignaro lancia a terra
proiettili di guano scivoloso.
Aleggia e all’improvviso va a posarsi
sopra i rami di un albero frondoso.
Qualche storno si sposta saltellando
da un ramo all’altro.
Centinaia di voci discordanti
da quegli alberi saturi di uccelli.
Campanelli d’argento tintinnanti
si fondono in clamore assordante.
Foglie loquaci che raccontano
ai compagni le avventure del giorno.
Finché tutti gli uccelli taceranno come viandanti
in sosta per la notte.

Dall’intrico dei rami
rinasceranno voli.
…..
                                                                           

                                                                          
MARCO VARRIALE
Estate

Cicale,
Cicale e sudore,
Di fronte, mare e isole.
Ma vento dalla montagna.
Silenzio,
silenzi.
Poi, moto lontane
e stanche cicale nel tremolio del giorno.
E questo vento che monta
assieme al dilagare dell’io
nel nulla senza tempo.



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